zona protetta

sulla già via dell’impero in questa stagione passeggiare è piacevole. un po’ malinconico forse ma alla fine tra le mie tante nature c’è anche questa. e poi passeggiare aspettando l’Alieno sapendo di trovarlo gnecco, non era tranquillizzante.

poterlo lasciare al suo tavolo, nella sua solinga zona protetta, mentre cazzeggio col resto del mondo, è rassicurante. anche se posso solo sperare che sia l’atteggiamento giusto. mi viene però naturale e quindi so che non lo sto tradendo in alcun modo. l’unica via per poterci scommettere emotivamente come sto facendo è mantenermi altro da lui. perchè gli voglio davvero bene e il miglior modo per volergli bene è essere ciò che sono senza tante menate. così lui può fare uguale. ne abbiamo entrambi un gran bisogno. e mi vuole davvero bene anche lui.

mi piacerebbe capire di più. in queste cose sono davvero un’idiota.

e già prendo la piega della coinvolta amorosamente.

ma come? tu, donna selvaggia, sempre a fare la dura, la sostenuta, la navigata, ti metti a scrivere e da cosa cominci? dall’amore? davvero geniale.

e poi, per farci che? sviscerarlo, raccontarlo, elogiarlo, scorporarlo, coccolarlo, allungarlo, torcerlo. capirlo, forse. si, perchè devo sempre capire ciò che succede, e lo so che è semplicemente un modo per tentare di tenere alla fine tutto sotto controllo, ma il controllo poi mi devasta. e non mi serve. non serve. perchè penso troppo, e vivo male (cit.). e tanto so che in realtà non controllo un bel niente. e me la faccio sotto, e poi di nuovo penso che se capisco allora posso tenere sotto controllo e poi però penso di pensare troppo e poi vaffanculo. nel senso che affanculo mi ci sto mandando da sola in questo momento preciso. perchè non è altro che la mia mente che sta entrando in uno strano circolo, quando poi so che si tratta semplicemente di quello che sto vedendo di più in questo momento. che non è quello che vedrò probabilmente domani o chissà quando.

zona protetta. ce l’ho anch’io. stasera i cuccioli, Bianconiglio e Birrateddi. il suo malgrado solitario, Calciatore. e l’amico che non c’era, ma ora si, lo Stregatto, che mi ha stregato. la mia piena di gente, la sua vuota di gente. la mia caciarona, la sua riservata.

l’ho visto uscirne, l’ho visto donarsi, e in uno spazio di quell’interagire si è donato a me in quella sera d’aprile. o semplicemente eravamo così vicini e protratti verso, che è quello che mi è parso di capire, ed è innegabile sia quello che ho sentito. eravamo in tanti sul predellino. e si è raccontato, ha tirato fuori tanto di lui davanti a chi lo vedeva, e in buona parte lo vede ancora, come solo l’Alieno.

è strano scrivere qui, davanti al mondo, se per mondo si può intendere la potenzialità di esseri umani raggiungibili con il mezzo che ho a disposizione. dopo anni passati da lettrice, ora scrivo. non credo ovviamente di essere granchè originale ma probabilmente questa è una cosa che in una certa misura hanno pensato tutti, prima.

non voglio le maiuscole, perchè non ho voglia di schiacciare quel tastino lì sotto. e poi mi stanno un po’ antipatiche, non è che la prima lettera di una frase sia poi più importante delle altre. c’è il punto a dire fine. punto.

ora dormo e ti tengo con me.

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