carogna

mi sale la carogna, non c’è nulla di gigionesco. non ho voglia di controllarmi, non ho voglia di capirti, non ho voglia di occuparmi di te se anche tu non ti occupi di me. o la sensibilità, la capacità di cogliere che ho visto erano solo la ruota del pavone? perchè, per carità, non può mica essere tutto rose e fiori in un rapporto, solo mi viene spontaneo domandarmi se esista un rapporto. perchè son sei mesi non sei giorni. perchè dici che hai chiuso ma è tutto un topini topetti… topastri dal mio personale e attuale punto di vista. E lei è tutta un si amore, certo amore, va bene amore. che cazzo di gioco è? chi non lascia andare chi? e poi, parlemes ciar, quando ti sta a cuore qualcuno lo cerchi, e non mi sembra di essere quella più gettonata. so tutto, so che sei di corsa, so che sei impegnato per un sacco di persone che contano su di te e so perfettamente che ami farti i beneamati cazzi tuoi, esattamente come me. ma cazzo, anche io vorrei contare su di te, e non mi fa paura nemmeno che tu possa contare su di me. ma per fare questo la condizione minima è che ci siano scambio e contatto. e in più rischio di essere solo un altro problema sul tuo tavolo. ma cazzo non è che io possa vivere ai margini in eterno. e stasera? tu credi sia facile per me stasera?perfavore… comprensiva, affettuosa, paziente… ma non sono mica fatta di pietra. Io sono legno, so essere flessibile ma so anche che posso spezzarmi. e più la sostanza del legno si fa forte, più la rottura è probabile.

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invasioni

Succede che

penso a qualcosa che possa essere nostro nostro, a parte il nostro amore. cazzutissimo senso del nido. tipo che solo l’idea di metter su casa con te, anzi, sposarti, mi manda in brodo di giuggiole. per dire eh.

automaticamente, i timori vengon su tutti, ed inizio a pensare alla fiducia. mi fido davvero di te? di sicuro mi fido delle tue intenzioni. e mi fido che mi vuoi bene (licenza poetica). la sfera di cristallo dopotutto non ce l’ho, e nemmeno tu. e allora di cosa non mi fido? di me stessa? nemmeno. non sono mai stata così sicura di impegnarmi perchè lo voglio e non perchè me lo chiedono. figurarsi.

parlartene? non parlartene? certo il momento non si configura essere il migliore. ma se invece lo fosse? se il chiarire alcune sensazioni storte potesse aiutarti a essere meno nervoso? perchè se una sensazione storta ce l’ho io, magari ce l’hai anche tu. e già il sapere che lo sappiamo entrambi potrebbe essere una fonte di sollievo. anche per me, certamente. e per tutto ciò che ne consegue.

quali sono le mie sensazioni storte?

è che vorrei condividere di più, non so bene nemmeno io cosa. vita probabilmente. vorrei che ci invadessimo. punto. non parlo di ingerenza. parlo di connessioni sempre più profonde…niente che si possa creare di corsa. lo sappiamo entrambi, ognuno per le sue.

ma vorrei passare il resto della mia vita a conoscerti. e vorrei tu passassi la tua a fare altrettanto. credo sia amore. no?

e le tue? la peggiore: mi sono sbagliato. se non è questa, l’unica cosa di cui ho bisogno, è che tu me lo ricordi.

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bar gatto

tra poco incontrerò antichi legami. antichi significati. sono passati meno di tre anni e non riconosco i motivi che mi legavano a loro. a parte Moglie, ovviamente.

non fosse per lei non mi sposterei da qui. non fosse per lei, a volte penso che non sarei qui.

e allora vado. e sopporterò sguardi non voluti, discorsi già fatti, ansie legittime ma non mie semplicemente perchè non mi appartiene più quel modo. quella non sono più io.

perchè è di altro che vorrei parlare, è da un’altra parte che vorrei stare. e sogno.

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zona protetta

sulla già via dell’impero in questa stagione passeggiare è piacevole. un po’ malinconico forse ma alla fine tra le mie tante nature c’è anche questa. e poi passeggiare aspettando l’Alieno sapendo di trovarlo gnecco, non era tranquillizzante.

poterlo lasciare al suo tavolo, nella sua solinga zona protetta, mentre cazzeggio col resto del mondo, è rassicurante. anche se posso solo sperare che sia l’atteggiamento giusto. mi viene però naturale e quindi so che non lo sto tradendo in alcun modo. l’unica via per poterci scommettere emotivamente come sto facendo è mantenermi altro da lui. perchè gli voglio davvero bene e il miglior modo per volergli bene è essere ciò che sono senza tante menate. così lui può fare uguale. ne abbiamo entrambi un gran bisogno. e mi vuole davvero bene anche lui.

mi piacerebbe capire di più. in queste cose sono davvero un’idiota.

e già prendo la piega della coinvolta amorosamente.

ma come? tu, donna selvaggia, sempre a fare la dura, la sostenuta, la navigata, ti metti a scrivere e da cosa cominci? dall’amore? davvero geniale.

e poi, per farci che? sviscerarlo, raccontarlo, elogiarlo, scorporarlo, coccolarlo, allungarlo, torcerlo. capirlo, forse. si, perchè devo sempre capire ciò che succede, e lo so che è semplicemente un modo per tentare di tenere alla fine tutto sotto controllo, ma il controllo poi mi devasta. e non mi serve. non serve. perchè penso troppo, e vivo male (cit.). e tanto so che in realtà non controllo un bel niente. e me la faccio sotto, e poi di nuovo penso che se capisco allora posso tenere sotto controllo e poi però penso di pensare troppo e poi vaffanculo. nel senso che affanculo mi ci sto mandando da sola in questo momento preciso. perchè non è altro che la mia mente che sta entrando in uno strano circolo, quando poi so che si tratta semplicemente di quello che sto vedendo di più in questo momento. che non è quello che vedrò probabilmente domani o chissà quando.

zona protetta. ce l’ho anch’io. stasera i cuccioli, Bianconiglio e Birrateddi. il suo malgrado solitario, Calciatore. e l’amico che non c’era, ma ora si, lo Stregatto, che mi ha stregato. la mia piena di gente, la sua vuota di gente. la mia caciarona, la sua riservata.

l’ho visto uscirne, l’ho visto donarsi, e in uno spazio di quell’interagire si è donato a me in quella sera d’aprile. o semplicemente eravamo così vicini e protratti verso, che è quello che mi è parso di capire, ed è innegabile sia quello che ho sentito. eravamo in tanti sul predellino. e si è raccontato, ha tirato fuori tanto di lui davanti a chi lo vedeva, e in buona parte lo vede ancora, come solo l’Alieno.

è strano scrivere qui, davanti al mondo, se per mondo si può intendere la potenzialità di esseri umani raggiungibili con il mezzo che ho a disposizione. dopo anni passati da lettrice, ora scrivo. non credo ovviamente di essere granchè originale ma probabilmente questa è una cosa che in una certa misura hanno pensato tutti, prima.

non voglio le maiuscole, perchè non ho voglia di schiacciare quel tastino lì sotto. e poi mi stanno un po’ antipatiche, non è che la prima lettera di una frase sia poi più importante delle altre. c’è il punto a dire fine. punto.

ora dormo e ti tengo con me.

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ora vado

ecco, l’ho fatto. ora toccherà scrivere, e riuscendo, toccherà anche non rileggere. e non aver paura di pubblicare nulla. perchè vorrei provare a raccontarmi bene.

ora vado, arriva l’Alieno.

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